Mons. Paolo Taroni

taroniMons. Paolo Taroni, come del resto Mons. Lanzoni, è una delle figure più importanti e significative nella storia degli educatori del Seminario di Faenza.
Nato a Solarolo nel 1827, Mons. Taroni visse il suo ministero presbiterale prima come cappellano a Felisio e a S. Pier Laguna, poi come direttore spirituale del Seminario faentino a partire dal 1871 fino alla sua morte, il 10 aprile 1902. Durante questo periodo ebbe la grazia di conoscere il rettore Mons. Lanzoni col quale collaborò alla formazione dei giovani che, a quei tempi, frequentavano il seminario.
Nel Gennaio 1892 Mons. Vescovo Cantagalli lo nominò canonico della cattedrale e Leone XIII, nel settembre 1900, gli conferì il titolo di Monsignore.
I 31 lunghi anni di direzione spirituale portarono Mons. Taroni ad essere, grazie alle virtù che lo caratterizzarono, grande animatore delle vocazioni della diocesi di Faenza. Generazioni di sacerdoti e molti giovani usciti dal seminario lo definirono “sacerdote santo”, era infatti dotato di ingegno vivace, fervida fantasia, cuore affettuoso, in grado di proferire una parola calda ed efficacie. Egli fu un sacerdote disinteressato, di fede e devozione viva, un confessore infaticabile.
Uomo ben voluto dai propri allievi, molto stimato dai superiori, egli fu amato da coloro che lo conobbero, tra i quali ricordiamo S. Giovanni Bosco che giunse a Faenza il 13 maggio 1882.
Le linee caratteristiche della direzione spirituale di Mons. Taroni, che hanno richiamato grande attenzione e dato entusiasmo ai giovani, ai sacerdoti e alla sua vita sacerdotale, si cerca di sintetizzarle cosi:
a) Vita spirituale e conoscenza di fede sempre in sviluppo e perseverante.
b) Vita consumata nel confessionale in Duomo e nelle parrocchie dove stava in ascolto dei seminaristi, dei sacerdoti e di tanti fedeli.
c) Devozione e imitazione della Madonna, che è “Beata perché ascolta la parola di Dio e la mette in pratica” (Lc 11,27-28).
Proprio in virtù di questa sua profonda devozione mariana, il Direttore spirituale presentò la Vergine Maria, ai suoi giovani, come “la Bianca” ovvero dono del suo splendore di gioia e di bianchezza interiore. Molti, nel tempo, fra seminaristi, sacerdoti e laici l’hanno pregata e amata tanto da divenire patrona del Seminario faentino, festeggiata l’11 febbraio.